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lunedì 9 gennaio 2012

La nuova apparizione di Monti a "Che Tempo Che Fa".


Monti a "Che tempo che fa": «Non servono altre manovre, l'Italia non è così a rischio. Niente danneggia la percezione dell'Italia all'estero quanto l'evasione»  -Guarda le MAGLIETTE e i POSTER di Basfardo-
Monti in a tv interview defends
the richness as a value.
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, nella trasmissione “Che tempo che fa”, condotta da Fabio Fazio: “La situazione italiana  non è così negativa. Anzi al netto degli interessi sul debito pubblico il nostro Paese ha un avanzo primario del 5% per il 2011, una situazione che ci pone in una situazione di privilegio rispetto ad altri Paesi; la nostra è una crisi di sistema”. “Il nostro sistema bancario non è a rischio, non ci sono istituti di credito a rischio default”. 
Afferma poi di essere in disaccordo con la Gran Bretagna e la Germania decise a non far introdurre la tassa sulle transazioni finanziarie. Il premier ha poi toccato il capitolo “fisco con la promessa di intervenire personalmente per regolare i rapporti di collaborazione con i paradisi fiscali. Sull'operazione Cortina ha poi precisato: “Operazioni come queste hanno il significato simbolico di una lotta seria all'evasione fiscale. Niente danneggia la percezione dell'Italia all'estero, quanto l'evasione fiscale. Il nostro è un Paese ricco, perché la visibilità della ricchezza è evidente, al netto dell'alto debito pubblico. Serve un rispetto per la ricchezza e lotta senza quartiere all'evasione fiscale. (...) Bisogna rispettare la ricchezza che è un valore a condizione che sia il risultato di un merito, di uno sforzo produttivo e di talento. Il profitto del monopolista e di imprese che si arricchiscono alle spalle del consumatore invece deve essere represso. Negli Stati Uniti si va in carcere, in Europa no, dobbiamo renderci conto che evadendo le tasse paga l'intera collettività”.


 -Guarda le MAGLIETTE e i POSTER di Basfardo-
In merito alla riforma dell’articolo 18: “Siamo in una fase di disperato bisogno di lavoro per i precari e i giovani. Per questo non possiamo pensare soltanto alle enunciazioni di principio, ma interrogarci su come favorire l'ingresso nel mercato del lavoro delle nuove generazioni”. [ilpost.it]

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